Tempo per trovare la strada..
Questo è anche il tempo in cui non solo il nostro corpo "va in crisi", perché si trasforma, ma va in crisi anche
tutto il nostro modo di pensare: diventiamo critici, non crediamo più agli adulti, abbiamo talvolta dubbi radicali
circa la fede, sembra che tutto perda senso per noi.
Dobbiamo stare attenti che non ci accada di diventare critici solo con gli adulti che hanno nei nostri riguardi un qualche impegno educativo, per accettare invece passivamente i messaggi ambigui che ci vengono inviati dal mondo dei mass-media; attenti cioè a non sostituire maestri magari noiosi e poco affascinanti ma disinteressati, con maestri magari fascinosi e stimolanti ma interessati: interessati ai nostri consumi, che vengono incrementati dai costumi, cioè da modi di vivere in cui ciò che conta è solo avere. E' giusto diventare critici rispetto ai nostri maestri di ieri, ma per diventare grandi bisogna farlo a viso aperto, affrontando anche la fatica della contestazione, della discussione, del confronto: con madre, padre, insegnanti, educatori, possiamo contestare e dire la nostra; con la televisione no!
Possiamo solo subire in silenzio!
Per trovare la nostra strada bisogna fare anche questa fatica: allora pian piano scopriamo possibilità e prospettive nuove; la progressiva armonizzazione del nostro fisico con il nostro spirito ci permette di scoprire gli altri non solo come oggetti del nostro desiderio, come persone che ci possono dare e arricchire, ma anche come persone che hanno bisogno di noi, per le quali pur nel nostro piccolo possiamo essere punto di riferimento.
Si scopre la dinamica del dare e dell'avere, dello scambio non solo di cose materiali ma di attenzioni, di gentilezze, di aiuti. Scopriamo che la strada sulla quale siamo chiamati è la strada della responsabilità, dell'attenzione agli altri, della solidarietà, della comunione e che questa strada può essere percorsa con mezzi diversi: con il matrimonio o con la verginità-celibato, mettendo al mondo figli propri o amando figli messi al mondo da altri, aiutando le persone a scoprire il mondo o aiutando le persone a scoprire Dio.
Dobbiamo stare attenti che non ci accada di diventare critici solo con gli adulti che hanno nei nostri riguardi un qualche impegno educativo, per accettare invece passivamente i messaggi ambigui che ci vengono inviati dal mondo dei mass-media; attenti cioè a non sostituire maestri magari noiosi e poco affascinanti ma disinteressati, con maestri magari fascinosi e stimolanti ma interessati: interessati ai nostri consumi, che vengono incrementati dai costumi, cioè da modi di vivere in cui ciò che conta è solo avere. E' giusto diventare critici rispetto ai nostri maestri di ieri, ma per diventare grandi bisogna farlo a viso aperto, affrontando anche la fatica della contestazione, della discussione, del confronto: con madre, padre, insegnanti, educatori, possiamo contestare e dire la nostra; con la televisione no!
Possiamo solo subire in silenzio!
Per trovare la nostra strada bisogna fare anche questa fatica: allora pian piano scopriamo possibilità e prospettive nuove; la progressiva armonizzazione del nostro fisico con il nostro spirito ci permette di scoprire gli altri non solo come oggetti del nostro desiderio, come persone che ci possono dare e arricchire, ma anche come persone che hanno bisogno di noi, per le quali pur nel nostro piccolo possiamo essere punto di riferimento.
Si scopre la dinamica del dare e dell'avere, dello scambio non solo di cose materiali ma di attenzioni, di gentilezze, di aiuti. Scopriamo che la strada sulla quale siamo chiamati è la strada della responsabilità, dell'attenzione agli altri, della solidarietà, della comunione e che questa strada può essere percorsa con mezzi diversi: con il matrimonio o con la verginità-celibato, mettendo al mondo figli propri o amando figli messi al mondo da altri, aiutando le persone a scoprire il mondo o aiutando le persone a scoprire Dio.
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